Vettor Pisani. L’Eroe da camera tutte le parole dal silenzio di Duchamp al rumore di Beuys

30-31 marzo - 2, 6, 7, 9 aprile 1973
L'Attico

Le figure di Beuys e di Duchamp, eroi e personaggi iniziatici, sono presentate in un contesto fitto di rimandi, nel quale la loro grandezza, simboleggiata soprattutto dal sapere alchemico e massonico, è ambiguamente rappresentata in contrasto con la mentalità  borghese o come sua suprema espressione. Nella stanza di fronte all’entrata è esposto il calco in gesso dorato di un seno femminile, munito di pugnale. Un uomo (Gianni Macchia) e una donna nudi lo indossano. Nella stanza attigua sono affrontati un ritratto fotografico di Duchamp e la foto della Gioconda. Una porta è murata, con mattoni e malta a vista (maestro muratore è una simbologia massonica). Al di là vi è una donna nuda, seduta su un tavolo. Suona piatti metallici, spaventando alcuni topi chiusi in un recinto.  La scena è visibile  dalla soglia di un ambiente, dove è affisso un cartello con la scritta: “Silenzio Marcel Duchamp”. Nell’altra ala della galleria è collocato un registratore che diffonde la risata di Beuys ed è esposto il manifesto con il ritratto dell’artista tedesco nell’atto di suonare i piatti (azione alla Kunsthalle di Kiel). In un altro ambiente un uccello morto giace a terra con accanto i colori della bandiera italiana.

[Invito: ill. Stampato: testo di Achille Bonito Oliva. Foto di Claudio Abate.]

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